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Il mio cane non vuole...

Il mio cane non vuole stare in casa da solo, cosa devo fare? (Prima parte)

Il problema di cui stiamo parlando viene definito comunemente come “ansia da separazione” e comprende una serie di manifestazioni comportamentali esibite da molti cani quando rimangono soli in casa , quali abbaiare, grattare ossessivamente le porte, ululare, distruggere a graffi o morsi oggetti quali tende, cuscini e mobili, sporcare in casa ecc. Queste manifestazioni sono molto frequenti e creano grandi preoccupazioni ai proprietari non solo per i danni materiali alle cose distrutte ma anche per le frustrazioni derivanti dalla presunta impossibilità di risolvere definitivamente il problema; alcuni proprietari purtroppo sono indotti a lasciare in canile il proprio animale o addirittura richiederne l’eutanasia.

Rivediamo alcuni aspetti salienti a riguardo.

Come nasce l’ansia da separazione? La sensazione che il cane prova può essere descritta con termini sovrapponibili agli “attacchi di panico” : l’animale è in preda ad una paura che non riesce a controllare, nei momenti in cui rimane da solo o ritiene di esserlo. Il problema nasce da un eccessivo attaccamento ad una persona od ad un altro animale e la sintomatologia può insorgere sia quando quella persona in particolare esce di casa oppure quando il cane rimane completamente solo. Non si tratta, come si pensa, di una disubbidienza o una ribellione: semplicemente il cane si sente insicuro senza le persone a cui fa riferimento.

Abbiamo qualche colpa per cui il nostro cane si comporta così? I cani possono manifestare ansia da separazione in occasione di cambiamenti importanti nella loro vita quotidiana quali trasferimenti, cambiamenti degli orari dei padroni, eventi traumatici che causino spaventi o traumi oppure dopo avere soggiornato in canili. Questi animali inoltre evidenziano generalmente un persistente stato ansioso in tutta la giornata oppure sono instabili, insofferenti o timorosi e non gradiscono contatti con la gente. E’ bene ricordare che in generale il proprietario non ha nessuna colpa nell’insorgere della sintomatologia; non si tratta di un comportamento dominante e l’ascendente sul cane da parte del proprietario o la sua abilità nell’educazione dell’animale non ha influenza.

Come riconoscere l’ansia da separazione? Abbiamo visto che i comportamenti più frequenti riguardano essenzialmente la distruzione di suppellettili quali porte o stipiti o anche indumenti dei proprietari. Alcuni animali inoltre abbaiano incessantemente o tentano di trattenere il proprietario prima di uscire di casa oppure non si staccano mai da lui accompagnandolo in tutti si suoi spostamenti nella casa, assumendo una espressione triste o impaurita.

Come si cura questa malattia? Non pensiate che il vostro cane sia “pazzo”! Il trattamento della ansia da separazione inizia con alcuni semplici accorgimenti che insegnano all’animale a non reagire in maniera esagerata al momentaneo distacco con i proprietari:

1. Ignorate il cane per almeno 5 minuti sia prima di uscire di casa che dopo avervi fatto ritorno e ricominciate ad interagire con lui parlandogli o accarezzandolo solo quando si è completamente calmato.

2. Mettete al di fuori della vista del cane tutti gli oggetti quali borse, cellulari, mazzi di chiavi che voi abitualmente prendereste prima di uscire, altrimenti il cane inizierebbe ad agitarsi associando questi atti al vostro imminente allontanamento.

3. Se è strettamente necessario il cane potrebbe anche essere confinato in una gabbia per evitare i danni che procurerebbe a quanto trova nella casa; in tali casi consentite per un periodo sufficientemente lungo al cane di abituarsi a entrare e accucciarsi all’interno della gabbia e non date a questo luogo la sensazione di una punizione.

4. Sono disponibili giocattoli interattivi e cubi di plastica con delle aperture nei quali immettere cibo per cani ed utilizzateli ogni volta che uscite: in tal modo il cane assocerà una sensazione piacevole (il cibo) alla vostra lontananza ed impiegherà utilmente il tempo prima del vostro ritorno.

5. Non punite mai il vostro cane per il suo comportamento o per i danni che avesse causato. Egli non è “disobbediente”: si trova immerso nel panico ed ogni ulteriore punizione non farebbe altro che aumentare lo stato di ansia in occasione delle successive uscite. Sforzatevi di mantenere la calma, non interagite con l’animale né sgridandolo né coccolandolo come se dovesse essere “risarcito” per la vostra assenza. Solo quando la situazione è ritornata calma provvedete a pulire o riassettare l’appartamento.

(Parte prima. Continua…)

Studio Medico Veterinario Bellucci
Data: 03-02-2015
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