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Gonadectomia

GONADECTOMIA CANINA
 
La Gonadectomia, comunemente nota come sterilizzazione o castrazione, è l'atto chirurgico mediante il quale viene soppressa irreversibilmente la fertilità di un soggetto mediante la completa asportazione di entrambe le gonadi (ovaie o testicoli), con la conseguenza che l'animale non potrà riprodursi e generare discendenti.
 
Nel maschio l'intervento di asportazione chirurgica dei testicoli prende il nome di orchiectomia.
Nella femmina possiamo rimuovere esclusivamente le ovaie da sole (ovariectomia) o assieme all'utero (ovarioisterectomia).
 
Oltre alla cessazione della fertilità, che potremmo definire come l' “obiettivo primario” dell'intervento, la rimozione delle gonadi determina una vasta gamma di implicazioni dovute alla conseguente assenza degli ormoni sessuali circolanti, prodotti per l'appunto principalmente dalle ghiandole sessuali.
 
In primo luogo si riduce o si elimina tutta quella sfera attitudinale, tipicamente osservabile nei soggetti interi (aggressività, roaming, marcatura del territorio etc...) che prende il nome di comportamento sessuale. Queste conseguenze sono a tal punto significative che spesso finiscono anzi per diventare per il proprietario perfino più importanti dell'obiettivo implicito di impedire accoppiamenti e gravidanze.
 
Le conseguenze anatomo-fisiologiche della gonadectomia sono complessivamente vantaggiose se pensiamo che l'aspettativa di vita dei cani domestici sottoposti a tali interventi aumenta in media del 26% (femmine) e del 13% (maschi). Ciononostante esistono sequele potenzialmente svantaggiose e problematiche che vanno prese in considerazione prima di optare per questi interventi.
 
Premettiamo innanzi tutto che la sola rimozione di ovaie o testicoli in nessun caso è la condizione necessaria e sufficiente affinché si verifichino una o più delle varie condizioni patologiche che analizzeremo. Questo si spiega con la natura multifattoriale di questi disturbi che riconoscono cause molteplici e spesso concomitanti.
 
Frequentemente i fattori di rischio sono legati al soggetto (sesso, età al momento dell'intervento, razza, genetica, patologie concomitanti…) e all'ambiente in cui vive l'animale (alimentazione, habitat, stile di vita …). Si ricorda inoltre che per molte patologie non è completamente chiara la causa né il  ruolo giocato dagli ormoni sessuali nel loro sviluppo e che quindi la semplice esistenza di associazione statistica tra due fattori non significa necessariamente che sussista tra essi un effettivo rapporto di causa-effetto.
 
L'obiettivo di questo documento è quello di analizzare le diverse relazioni esistenti tra l'intervento di sterilizzazione e le varie condizioni associate al fine di aiutare a comprendere come non esistano protocolli universalmente validi, bensì piuttosto linee guida generali che sta al veterinario in scienza e coscienza applicare, consigliando di volta in volta la soluzione più adatta allo specifico caso del paziente e del suo proprietario.
 
COMPORTAMENTO
 
Estrogeni, progesterone ed androgeni regolano tanto nel maschio quanto nella femmina svariati comportamenti sia automatici che acquisiti legati all'atto riproduttivo.
 
La sterilizzazione riduce drasticamente la tendenza alla monta di altri soggetti, l'esplorazione territoriale e l'aggressività tra maschi. Viene limitata anche al 90% la marcatura urinaria del territorio e reso più tollerabile l'odore dell'urina. E' necessario ricordare però che una sterilizzazione troppo precoce può non essere efficace nel ridimensionare questi comportamenti che potrebbero quindi persistere o svilupparsi successivamente assieme con la fobia dei rumori forti (liguirofobia). 
 
Nelle femmine si è osservato un possibile aumento dell'aggressività, soprattutto se il soggetto aveva già mostrato in precedenza segni di dominanza.
 
In entrambi i casi, la riduzione del comportamento esplorativo di ricerca del partner, previene la trasmissione di malattie veneree (Tumore venereo trasmissibile, infezione da Herpesvirus…) come anche il fenomeno del randagismo.
 
OBESITA'
 
L'obesità è una patologia che interessa fino al 30% dei cani domestici. Da tempo sappiamo che la caduta dei livelli di ormoni sessuali circolanti favorisce l'aumento dell'appetito assieme ad una parallela riduzione del metabolismo corporeo e, come precedentemente descritto, dell’esplorazione territoriale con conseguente minore attività fisica. Questa variazione fisiologica promuove l'incremento di peso, ma da sola non può esserne la sola causa. Pertanto una corretta ed oculata gestione dell’alimentazione previene o limita l’incremento ponderale.
 
PATOLOGIE ORTOPEDICHE
 
L'incidenza di patologie quali displasia dell'anca e rottura del legamento crociato craniale, è primariamente dovuta a fattori ereditari, razziali e morfologici oltre ovviamente a cause traumatiche.
La gonadectomia risulta statisticamente predisponente nei confronti di tali patologie nonostante non si conosca quale ruolo gli ormoni sessuali possano avere nella patogenesi di questi disturbi. Verosimilmente ciò che appare sensato è che l'aumento del peso spesso associato a gonadectomia, possa accelerare l'insorgenza di disturbi ortopedici poiché va a stressare maggiormente l'apparato locomotore di soggetti già intrinsecamente predisposti.
 
Non è chiaro il ruolo della sterilizzazione prococe nella comparsa di disturbi ortopedici del cucciolo. Alcuni studi dimostrano un'interferenza negativa con il fisiologico accrescimento dell'osso, predisponendo a conseguenti patologie scheletriche. Altri studi non mostrano alcuna relazione esistente, altri sembrano invece fornire dati positivi al riguardo della prevenzione di tali patologie.
 
INCONTINENZA URINARIA
 
La perdita involontaria di quantitativi variabili di urina soprattutto quando l'animale è in decubito laterale ha tra le cause possibili la gonadectomia perché la riduzione dell'azione tonica ormonale sui tessuti di vescica e uretra sembrerebbe favorire progressivamente negli anni l'incompetenza dello sfintere uretrale interno.  In questi casi l'incontinenza compare tardivamente, anche a 3-5 anni dall'intervento, soprattutto nelle femmine di taglia grande che hanno subito l'intervento in età prepubere. Oltre a ciò esistono fattori anatomici (posizione caudale della vescica nella pelvi, lunghezza uretrale, obesità, bassa pressione uretrale) che contribuiscono all'insorgenza del problema. Animali a rischio sono soprattutto quelli che fin da cuccioli evidenziano una tendenza ad emettere involontariamente urine, soprattutto a seguito di emozioni.
 
PATOLOGIE ANDROGENO-CORRELATE A CARICO DELL'APPARATO RIPRODUTTORE MASCHILE
 
La gonadectomia previene tutte le principali patologie che nel cane maschio : orchite, epididimite, torsione del funicolo spermatico, adenomi perianali, ernia perineale, prostatite, neoplasie primarie e iperplasia prostatica benigna .
 
PATOLOGIE ESTROGENO-CORRELATE A CARICO DELL'APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE
 
La sola ovariectomia previene una lunga lista di patologie a carico di ovaie (cisti ovariche, tumori ovarici), utero (piometra, tumori uterini) e vagina (tumori vaginali). L'ovarioisterectomia aggiunge a questa lista anche le eventuali patologie neoplastiche primarie dell'utero. Si ricorda anche che gli interventi di sterilizzazione sono considerati la terapia elettiva e risolutiva nei confronti delle cicliche false gravidanze (gravidanze isteriche) delle cagne.
 
STERILIZZAZIONE E INSORGENZA DI TUMORI
 
La gonadectomia può avere un significato protettivo nei confronti di alcune neoplasie o, viceversa, essere associata ad una maggiore incidenza di altri tumori nei soggetti sterilizzati rispetto a quelli non sterilizzati. Da notare che nella maggior parte dei casi la sterilizzazione non è un fattore direttamente collegato all’insorgenza di neoplasie ma che alcune neoplasie sono statisticamente più rilevate nei soggetti sterilizzati.
  • TUMORE MAMMARIO Quella mammaria è la neoplasia più frequente tra le cagne. Può presentarsi fino al 50% dei casi in forma maligna e potenzialmente metastatizzante. A tal riguardo, l'ovariectomia e l'ovarioisterectomia risultano protettivi contro l'insorgenza di alcuni tipi di tumore mammario sia benigno che maligno poiché il ruolo degli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone) prodotti dalle ovaie rappresenta assieme ad età e razza, il fattore più rilevante per l'incidenza di tale patologia. La protezione fornita dall'intervento di gonadectomia risulta massima se l'intervento viene eseguito precocemente, prima del primo estro, ossia in età prepubere. Viceversa, non vi è più alcun effetto protettivo dopo la comparsa del secondo calore.
 
  • CARCINOMA PROSTATICO Si tratta di un tumore maligno raro che insorge tipicamente nei soggetti anziani, caratterizzato da un comportamento localmente molto aggressivo e fortemente metastatizzante. L'orchiectomia non è la causa diretta di questa neoplasia, ma la possibilità 2,4-4,3 volte maggiore rispetto a quelli interi.
 
  • CARCINOMA A CELLULE DI TRANSIZIONE Un tumore raro che nasce a carico di vescica e uretra. Ha un comportamento molto invasivo localmente e metastatizzante. Nei cani maschi, l'orchiectomia è risultata predisponente per questo tumore. In particolare, dalle 3 alle 8 volte più frequente è la sua presenza nei cani castrati rispetto a quelli interi.
 
  • EMANGIOSARCOMA Tumore fortemente maligno che si rileva più facilmente (fino a 4 volte di più) in cagne sterilizzate rispetto a quelle intere; a tal fine sembra più rischiosa la sterilizzazione precoce.
 
  • LINFOMA Il linfoma è uno dei tumori maligni più frequenti in medicina canina. La causa è pressoché totalmente ignota e svariate sono le ipotesi al riguardo. I maschi castrati sono più a rischio rispetto alla controparte femminile ed in generale rispetto ai maschi interi.
 
  • MASTOCITOMA Il mastocitoma è un tumore cutaneo che si presenta in varie vesti e con forte potenziale metastatico.Sebbene non vi siano apparenti relazioni biologiche con l'azione ormonale sessuale, le femmine sterilizzate sono risultate più a rischio rispetto ai maschi castrati.
 
  • OSTEOSARCOMA Si tratta del tumore osseo maligno più frequente nel cane. Più predisposte le razze di taglia grande e gigante; sembrerebbe anche più frequente in soggetti gonadectomizzati, indipendentemente dall'età in cui è stato effettuato l'intervento e nei quali l’aumento di peso corporeo è un fattore predisponente.
 
 
RISCHIO CHIRURGICO ED ANESTESIOLOGICO
 
Sebbene si tratti di procedure chirurgiche routinarie e non complesse, gli interventi di sterilizzazione non sono scevri da complicanze che possono verificarsi a breve, medio o lungo termine. Fortunatamente si tratta di incidenti che nella quasi totalità dei casi possono essere prevenuti con un'adeguata pianificazione dell'intervento: accertamenti preliminari sulle condizioni cliniche del paziente per definire il rischio anestesiologico e operatorio, scelta dei protocolli anestesiologici con minor rischio intrinseco, opportuna tecnica chirurgica, rapidità di esecuzione, meticolosa preparazione del campo operatorio, scelta dei materiali di sutura ed analgesia adeguata sono tutti accorgimenti essenziali per la buona riuscita dell'intervento.
 
 
Kendall E. Houlihan dvm
 A literature review on the welfare implications of gonadectomy of dogs
JAVMA • Vol 250 • No. 10 • May 15, 2017
 
Traduzione e stesura a cura della Dr.ssa Caterina Fiamingo. Medico Veterinario
 
Data: 09-11-2017
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